Rischio di suicidio, depressione, ottimismo: quale correlazione?

Essere depressi correla positivamente con la possibilità di attuare atti suicidari?
Il suicidio è uno dei maggiori problemi che la sanità pubblica deve affrontare, tanto che al giorno d’oggi si contano circa 800.000 morti all’anno in tutto il mondo per suicidio.
Nel corso degli ultimi anni si è cercato pertanto di individuare con maggior accuratezza possibile i fattori di rischio che spingono una persona a non trovare altre vie d’uscita alla decisione di non vivere più; tra questi sono stati individuati fattori demografici e sociali, ma soprattutto la presenza di condizioni mediche e psichiatriche croniche. D’altro lato, maggiori difficoltà sono state rilevate nel riconoscimento dei cosiddetti fattori di protezione, tra i quali è importante ricordare il supporto sociale, la presenza di progetti di vita ed obiettivi significativi, l’instaurarsi di relazioni positive.
Che ruolo gioca invece il fattore “ottimismo” sull’ideazione suicidaria? Diversi studi hanno dimostrato che la presenza di bassi livelli di ottimismo non siano direttamente associati con stati depressivi o sfiducia in se stessi e nel mondo. D’altro lato alti livelli di ottimismo ed elaborazione di pensieri positivi, sarebbero correlati ad una ridotta possibilità di sviluppare ideazione suicidaria nel corso della vita.
Ciò viene ben esplorato in un recente studio di (Huffman et al. 2016) nel quale è stato possibile evidenziare proprio come alti valori nelle scale dell’ottimismo e bassi valori nelle scale del pessimismo, fossero associati ad una riduzione del rischio di suicidio, indipendentemente dall’età, dal genere e dal grado di depressione dei soggetti presi in considerazione.
Nonostante ciò è credenza comune che la depressione sia immediatamente predittiva di una marcata ideazione suicidaria, ma non sempre tra questi due costrutti esiste uno stretto legame: essere depressi può portare al suicidio in alcuni casi, ma è necessario considerare altri fattori e costrutti psicologici nella valutazione del rischio suicidario del singolo soggetto. Come abbiamo illustrato, infatti, l’ottimismo gioca un ruolo importante nella riduzione delle idee di suicidio: le persone ottimiste godono infatti di un maggior livello di benessere psicologico in generale, percepiscono meno stimoli stressanti nella loro vita, hanno migliori capacità di problem-solving ed il loro umore tende meno verso la depressione (Duberstein et al., 2004). L’essere ottimisti, inoltre, correla bene con le abilità di regolazione adattativa del Sè, comportando la possibilità di identificare con precisione i propri obiettivi di vita, perseguirli e raggiungerli, dando un significato quotidiano al nostro vivere e proteggendo dai pensieri suicidari.
Sviluppare pensieri positivi circa il futuro, costruire progetti di vita solidi e realizzabili, e circondarci di affetti positivi ci aiuteranno a vivere serenamente e tenere lontani i pensieri negativi!
Bibliografia:
– Duberstein et al., 2004. Suicide at 50 years of age and older: perceived physical illness, family discord and financial strain. Psychol. Med. 34, 137-146.
– Huffman et al., 2016. Relationship of optimism and suicidal ideation in three groups of patients al varying levels of suicide risk. Journal of Psychiatric Research 77, 76-84.